{"id":5982,"date":"2023-06-01T20:49:52","date_gmt":"2023-06-01T18:49:52","guid":{"rendered":"https:\/\/pipol11.pipolcongres.eu\/2023\/06\/01\/styles-de-pere-helene-bonnaud\/"},"modified":"2023-06-01T23:26:29","modified_gmt":"2023-06-01T21:26:29","slug":"stili-di-padre-helene-bonnaud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pipol11.pipolcongres.eu\/it\/2023\/06\/01\/stili-di-padre-helene-bonnaud\/","title":{"rendered":"Stili di padre \u2013 <em>H\u00e9l\u00e8ne Bonnaud<\/em>"},"content":{"rendered":"<div class=\"pf-content\"><p>\u00ab\u00a0Il padre \u00e8 un sintomo, oppure un sinthomo\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. \u00c8 cos\u00ec che Lacan ci invita a cercarlo. Dal momento in cui il patriarcato non \u00e8 pi\u00f9 una bussola, i padri sono non solo molteplici, ma sono anche resi fragili, scossi dall\u2019epoca che non fornisce pi\u00f9 loro alcuna garanzia quanto ai punti di riferimento legati alla legge e alla morale. Le malattie del padre si presentano dunque come soluzioni per occupare la funzione paterna, contrariamente alle sue passate rappresentazioni, finite nel tritacarne della critica e del trauma.<\/p>\n<p>I \u00ab\u00a0nuovi padri\u00a0\u00bb hanno fatto la loro comparsa negli anni Settanta. Rifiutavano di identificarsi ai propri padri e assumevano i principi di un egualitarismo fra uomini e donne che passava per la divisione dei compiti tanto nella cura della casa quanto dei figli.<\/p>\n<p>Essi hanno introdotto l\u2019idea che essere padre non si oppone a essere madre, ma soprattutto che essere padre \u00e8 sconnesso dall\u2019uomo come ideale di virilit\u00e0. Appare allora il fatto clinico di una divisione tra uomo e padre. Essa sembra oggi evidente, contrassegnando, da un lato, il rapporto del padre con i propri oggetti \u2013\u00a0in particolare i figli, dei quali si cura in modo paterno\u00a0\u2013 e dall\u2019altro, il fatto di rimanere desiderante verso la propria partner. Questa divisione fa sintomo, indicando una disgiunzione tra le posizioni paterne e virili. Di fatto, la paternit\u00e0 ha intaccato la virilit\u00e0. Essa ha dato accesso ai padri al godimento che si prova nell\u2019occuparsi del corpo del neonato, nel coccolarlo, nel prendersene cura. Non si tratta, come alcuni potrebbero pensare, di una femminilizzazione dell\u2019uomo, ma di un cambiamento di posizione in relazione alla paternit\u00e0.<\/p>\n<h4><strong>Fine del padre autoritario<\/strong><\/h4>\n<p>La nostra epoca costruisce nuovi ideali della paternit\u00e0 fondati su un <em>dire di no<\/em> ai padri della legge e del rispetto, no ai padri severi e ingiusti, no ai padri che trasmettono i valori della famiglia in nome del dovere e della trasmissione virile. In breve, questo rifiuto del <em>pater familias <\/em>fa sorgere modi diversificati di essere padre e di trarne soddisfazione. Il padre di oggi ha scoperto quanto la prossimit\u00e0 con il bambino faccia la differenza e risponda a una scoperta cruciale della paternit\u00e0, quella di un nuovo amore.<\/p>\n<h4><strong>Il padre duplicato<\/strong><\/h4>\n<p>Molti padri fanno della madre, loro compagna, un riferimento. \u00c8 lei che li introduce e ordina i modi di fare per occuparsi dei piccoli. Lei fa del proprio partner una madre duplicato e lo rinchiude in una identificazione a specchio, lasciandogli poco margine per costruirsi una posizione diversa dalla propria. \u00c8 il padre sotto il regno della madre, in qualche modo il suo sostituto. Questa posizione, talvolta necessaria nei primi mesi di vita di un neonato, pu\u00f2 prolungarsi in una indifferenziazione delle funzioni paterna e materna. Il padre, nella sua dimensione di <em>altrificazione<\/em>, \u00e8 cancellato. Subisce una castrazione in quanto \u00e8 privato del suo potere di affermazione fallica per farsi padre in luogo e al posto della madre. Il desiderio materno assorbe l\u2019essere padre.<\/p>\n<h4><strong>Il padre-tutto-amore<\/strong><\/h4>\n<p>I padri odierni hanno rinunciato a godere della propria autorit\u00e0. L\u2019ideale paterno non \u00e8 pi\u00f9 in sintonia con i precetti della voce severa. Questa \u00e8 sparita a vantaggio della voce dell\u2019amore. Una tale versione del padre \u00e8 eretta a ideale, supporto di un\u2019ideologia in cui l\u2019amore verrebbe a soddisfare e rassicurare i bambini, ancor prima che abbiano provato l\u2019angoscia della perdita d\u2019amore. L\u2019angoscia di castrazione \u00e8 cos\u00ec disconosciuta.<\/p>\n<p>Il bambino \u00e8 immediatamente situato come un oggetto d\u2019amore esclusivo, per l\u2019uno e l\u2019altro dei genitori che si ritrovano a questo punto in competizione. L\u2019amore, nella sua versione immaginaria e reciproca, \u00e8 un\u2019utopia. \u00c8, tuttavia, una nuova <em>pater-versione\u00a0<\/em>? Indubbiamente. L\u2019amore infatti non \u00e8 un supplemento da offrire, ma una mancanza. Nell\u2019amore, si d\u00e0 ci\u00f2 che non si ha. Ebbene, oggi, l\u2019amore paterno fa sintomo. Esso completa, rompe, impedisce, pesa\u2026 Lungi dal produrre mancanza, soffoca. L\u2019armonia attesa manca all\u2019appello. Il bambino non risponde a cos\u00ec tanto amore. Per crescere, deve incontrare una certa disarmonia. Quando Lacan afferma che \u00ab\u00a0Un p\u00e8re n\u2019a droit au respect, sinon \u00e0 l\u2019amour, que si ledit amour [\u2026] est <em>p\u00e8re-versement<\/em> orient\u00e9, c\u2019est-\u00e0-dire fait d\u2019une femme objet\u00a0<em>a <\/em>qui cause son d\u00e9sir\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>, egli indica il non-rapporto fra padre e bambino. Il bambino deve incontrare l\u2019enigma dell\u2019amore e del desiderio del padre per la donna che \u00e8 sua madre. Allo stesso modo, quando Lacan introduce il fallo come il terzo termine che viene a disturbare il legame madre-bambino, disfa il mito dell\u2019amore come Uno. La madre desidera altra cosa, il bambino non la completa. I genitori che sviluppano un\u2019identit\u00e0 fondata sulla negazione della differenza, creano nuove forme di angoscia nel bambino. Questi cresce contro la certezza dell\u2019amore paterno, da cui la serie di sintomi che ne deriva\u00a0: collera, rifiuti, crisi, onnipotenza, ecc.<\/p>\n<h4><strong>Il padre del gioco<\/strong><\/h4>\n<p>Questa versione del padre si \u00e8 sviluppata a partire dagli oggetti <em>pi\u00f9-di-godere<\/em>, segnati dall\u2019ingresso dei videogiochi nella cultura. Certamente, esistendo gi\u00e0 da diversi decenni, il gioco del calcio non \u00e8 ancora tramontato. E il padre che trasmette ai propri figli il piacere dello sport, li introduce a un incontro con il godimento di avere un corpo padroneggiato, fallicizzato. Per contro, i videogiochi e altre passioni per gli schermi appartengono a quella posizione paterna che non dice di no a un godimento immediato e solitario. Posizionandosi cos\u00ec, il padre del gioco autorizza un godimento interdetto perch\u00e9 ne \u00e8 egli stesso schiavo. Mostra in questo modo al figlio come non privarsi di godere senza ostacoli. Gli indica la via della dipendenza dagli schermi e imprime in lui un diritto al godimento e non alla sua rinuncia.<\/p>\n<h4><strong>Il padre onnisciente<\/strong><\/h4>\n<p>Senza dubbio erede del padre educatore di Schreber, il padre pedagogo \u00e8 quello che detiene un sapere enciclopedico che vuole trasmettere ai figli. \u00c8 un padre che ha di mira il modello del professore come ideale, volendo assicurare al figlio la via regia verso la conoscenza e l\u2019affermazione di s\u00e9. Inniettando sapere a tutto spiano, sutura la mancanza necessaria alla manifestazione del desiderio. Egli crea l\u2019anoressia rispetto al sapere di cui Lacan ha mostrato il meccanismo con l\u2019anoressia mentale. Quando il bambino \u00e8 colmo di un eccesso di sapere, ci\u00f2 che si presenta \u00e8 il rifiuto, il dire di no al sapere. Il niente come oggetto\u00a0<em>a <\/em>\u00e8 allora la risposta.<\/p>\n<h4><strong>Il padre menefreghista<\/strong><\/h4>\n<p>\u00c8 il padre che ride di tutto, che si fa beffe, che incoraggia, poi annienta, che fa ridere, poi piangere, che d\u00e0 e che priva, che dice di s\u00ec, poi di no. \u00c8 un padre mutevole, disorientato, senza legge. La caduta degli ideali, conseguenza del suo cinismo, porta con s\u00e9 angoscia e insicurezza nel bambino. Si tratta di un padre che innanzitutto distrugge, dato che non ha potuto idealizzarsi come padre, non ha potuto riconoscersi tale. Mancando l\u2019ideale dell\u2019io, il bambino ne \u00e8 un surrogato i(a), di cui egli non vuole essere il maestro\/padrone, pur occupandone la funzione. Da qui la tirannia che ne deriva.<\/p>\n<h4><strong>Per concludere<\/strong><\/h4>\n<p>Lacan evocava \u00ab\u00a0l\u2019evaporazione del padre\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a> come sintomo della fine del patriarcato.Possiamo leggerne oggi le sue conseguenze negli ideali della paternit\u00e0 che circolano e fanno del padre un sintomo in quanto ciascuno deve sbrogliarsela con la propria singolarit\u00e0. \u00c8 a questo livello che egli \u00e8 perverso<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>, aggiunge Jacques-Alain Miller, vale a dire che lo stile che gli \u00e8 proprio, il suo godimento singolare, non gli impedisce di orientarsi verso una donna fra tutte, piuttosto che verso suo figlio.<\/p>\n<p>Riferimenti biliografici dell\u2019autore\u00a0:<br \/>\n<a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> Lacan J., <em>Il Seminario<\/em>, Libro XXIII, <em>Il sinthomo<\/em>, Roma, Astrolabio, 2006, p.\u00a018.<br \/>\n<a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Lacan J., Le S\u00e9minaire, Livre XXII, \u00ab\u00a0R.S.I\u00a0\u00bb, lezione del 21 gennaio 1975, <em>Ornicar\u00a0?<\/em>, n\u00b03, mai 1975, p.\u00a0107.<br \/>\n<a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Lacan J., \u00ab\u00a0Nota sul padre e l\u2019universalismo\u00a0\u00bb, <em>La Psicoanalisi<\/em>, n\u00b033, 2003, p.\u00a09.<br \/>\n<a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> Cfr. Miller J.-A. e A. Di Ciaccia, \u00ab\u00a0L\u2019Uno-tutto-solo. L\u2019orientamento lacaniano\u00a0\u00bb, Roma, Astrolabio, 2018, p.\u00a0143.<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab\u00a0Il padre \u00e8 un sintomo, oppure un sinthomo\u00a0\u00bb[1]. \u00c8 cos\u00ec che Lacan ci invita a cercarlo. 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