{"id":6419,"date":"2023-06-19T09:42:28","date_gmt":"2023-06-19T07:42:28","guid":{"rendered":"https:\/\/pipol11.pipolcongres.eu\/2023\/06\/19\/mon-pere-ce-heros-frederique-bouvet\/"},"modified":"2023-06-23T05:15:15","modified_gmt":"2023-06-23T03:15:15","slug":"mon-pere-ce-heros-frederique-bouvet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pipol11.pipolcongres.eu\/it\/2023\/06\/19\/mon-pere-ce-heros-frederique-bouvet\/","title":{"rendered":"Mio padre, che ero(e)* \u2013 <em>Fr\u00e9d\u00e9rique Bouvet<\/em>"},"content":{"rendered":"<div class=\"pf-content\"><p>A ventotto anni Violette d\u2019Urso scrive il suo primo romanzo, <em>M\u00eame le bruit de la nuit a chang\u00e9<\/em><a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. Figlia di In\u00e8s de la Fressange e di Luigi d\u2019Urso, ha perduto il padre all\u2019et\u00e0 di sei anni, come la protagonista del suo libro, Anna. L\u2019autrice afferma\u00a0: \u00ab\u00a0Non potevo scrivere un racconto su di lui perch\u00e9 \u00e8 fatto di fantasia. Mentre scrivevo, la fantasia mi ha salvato. Ha rappresentato una porta luminosa. Cos\u00ec ho potuto evadere, a intervalli regolari, dall\u2019asprezza del reale.\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Questo libro \u00e8 prima di tutto un libro sul rapporto con la mancanza e con la perdita. Anna si interroga sulla relazione fra il padre e la madre. Perch\u00e9 vivevano in due appartamenti diversi\u00a0? Erano separati\u00a0? In \u00ab\u00a0<em>Los padres<\/em> dans la direction de la cure\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>, Jacques-Alain Miller mette l\u2019accento su ci\u00f2 che \u00ab\u00a0raconte cette histoire familiale, cette histoire entre ce qui a lieu entre p\u00e8re et m\u00e8re et tout ce qui va avec dans la famille\u00a0\u00bb. Ci\u00f2 che conta \u00ab\u00a0[c]\u2019est la fa\u00e7on dont le sujet a \u00e9t\u00e9 s\u00e9par\u00e9 de l\u2019objet primordial, comment il a \u00e9t\u00e9 affect\u00e9 de cette perte [\u2026] et ce qui a surgi pour lui de cette perte, quel fantasme en a surgi, quelle jouissance a \u00e9t\u00e9 r\u00e9cup\u00e9r\u00e9e de cette catastrophe\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>Per molti anni, Anna si crogiola nello stato di orfana magnificando il padre, un padre immaginario, eroico. Se Lacan ha potuto scrivere \u00ab\u00a0Noi siamo in lutto solo per qualcuno del quale possiamo dire\u00a0: <em>Io ero la sua mancanza\u00a0<\/em>\u00bb<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>, come essere questo oggetto <em>a<\/em>, ovvero ci\u00f2 che si \u00e8 per l\u2019Altro\u00a0?<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a> Dapprima Anna sostiene questo lutto tessendo \u00ab\u00a0legami con persone che avevano perso uno dei genitori. [\u2026] Poich\u00e9 non si \u00e8 [\u2026] vissuto con questo genitore scomparso, non si sono potute creare delle abitudini con lui, non si arriva a identificare dei momenti in cui la sua presenza viene a mancare, poi un giorno ci si ritrova davanti a un buco [\u2026] Mio padre, io non lo conoscevo pi\u00f9. Se qualcuno mi avesse parlato di lui qualche mese dopo la sua morte avrei potuto evocarlo, dire ci\u00f2 che lui diceva e in quale modo, ma ora l\u2019avevo perduto\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a>. Tuttavia identificarsi ad altri orfani \u00e8 un equivoco e non dice niente di quale funzione avesse il padre per questa figlia.<\/p>\n<p>A diciassette anni Anna si mette sulle tracce del padre. Viaggia in diverse citt\u00e0 d\u2019Italia per sapere chi fosse. Sorpresa. Ognuno ha una propria versione. Arnoldo, un amico del padre, le rivela che cosa beveva, ma anche che si drogava con l\u2019eroina\u00a0; per Anna la peggiore fra le droghe. \u00ab\u00a0L\u2019eroina mi terrorizzava davvero. [\u2026] Il sogno di incontrare mio padre diventava all\u2019improvviso un incubo.\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a> Davanti alla carenza paterna opera una mutazione soggettiva. Il padre cambia posto\u00a0: \u00ab\u00a0Era difficile essere la figlia di un eroinomane, ma lo era altrettanto essere la figlia di un eroe in generale, di un uomo perfetto.\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a> Anna prosegue il suo percorso di scoperta in scoperta non sempre gioiosa, come il percorso di un\u2019analisi. Inoltre si reca da uno psicoanalista e anche da due contemporaneamente\u00a0; la prima analista non la riceveva a sufficienza, secondo lei. Non sapremo niente di queste sedute. Viene steso un velo.<\/p>\n<p>Venendo a sapere che anche la nonna paterna si drogava e che era morta durante una corsa in auto con un amico quando suo padre aveva nove anni, Anna si interroga su quale funzione avesse la droga per lui, sul suo rapporto con la mancanza. Alla fine di questa epopea \u00e8 una parola, fra le altre, del padre di Anna, che la figlia interpreta ormai in modo diverso, che le consente di mettere il padre \u00ab\u00a0al suo posto, molto semplicemente [e di non considerare pi\u00f9] la sua perdita come la parte pi\u00f9 interessante\u00a0\u00bb<a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a> di lei. \u00c8 di per s\u00e9 impossibile essere la mancanza dell\u2019Altro. Servir\u00e0 allora il ricorso al fantasma per velare questo reale e poi affrontarlo.<\/p>\n<p>* Nel titolo originale, <em>Mon p\u00e8re, ce h\u00e9ro(s)<\/em>, si gioca sull\u2019omofonia fra h\u00e9ros (eroe) ed h\u00e9ro (eroina) <em>[N.d.T.].<\/em><br \/>\n<a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> d\u2019Urso V., <em>M\u00eame le bruit de la nuit a chang\u00e9<\/em>, Paris, Flammarion, 2023.<br \/>\n<a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Delorme M.-L., \u00ab\u00a0Comment la fille d\u2019In\u00e8s de la Fressange, Violette d\u2019Urso, a enqu\u00eat\u00e9 sur son p\u00e8re, mort en 2006\u00a0\u00bb,<em> Le Journal du dimanche<\/em>, 21\u00a0marzo\u00a02023, disponibile su internet (libera traduzione del traduttore).<br \/>\n<a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Miller J.-A., \u00ab\u00a0<em>Los padres <\/em>dans la direction de la cure\u00a0\u00bb, <em>Quarto<\/em>, n\u00b063, automne-hiver\u00a01997, p.\u00a04-11.<br \/>\n<a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> <em>Ibid<\/em>., p.\u00a010.<br \/>\n<a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> Lacan J., <em>Il Seminario<\/em>, libro X, <em>L\u2019angoscia<\/em>, Torino, Einaudi, 2007, pp. 152-153.<br \/>\n<a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> Cf. Leguil C., \u00ab\u00a0Marie Laurent interviewe Clotilde Leguil\u00a0\u00bb, entretien avec M.\u00a0Laurent, <em>Ironik<\/em>, n\u00b09, 29\u00a0settembre\u00a02015, disponibile online. (www.lacan-universite.fr)<br \/>\n<a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> D\u2019Urso V., <em>M\u00eame le bruit de la nuit a chang\u00e9<\/em>,<em> op. cit<\/em>., p.\u00a067-68 (libera traduzione del traduttore).<br \/>\n<a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> <em>Ibid<\/em>., p.\u00a090 (libera traduzione del traduttore).<br \/>\n<a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a> <em>Ibid<\/em>., p.\u00a098-99 (libera traduzione del traduttore).<br \/>\n<a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a> <em>Ibid<\/em>., p.\u00a0296 (libera traduzione del traduttore).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Traduzione\u00a0: Marianna Matteoni<br \/>\nRevisione\u00a0: Elena Madera<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Immagine\u00a0: \u00a9 <a href=\"mailto:samirabakhash15@gmail.com\">Samira Bakhash<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A ventotto anni Violette d\u2019Urso scrive il suo primo romanzo, M\u00eame le bruit de la nuit a chang\u00e9[1]. 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