Nel suo ultimo saggio, Delphine Horvilleur sviluppa il suo monologo contro le identità[1]. Si sceglie un padre : Roman Kacew, alias Romain Gary, alias Emile Ajar, reinterpretando in questo modo la figura mitica di Abramo.
Auto-generandosi al maschile e installandovi la sua filiazione – Ajar e Abraham –, si costruisce un patronimico : Abraham Ajar (A.A., all’inizio di tutto[2]). Non dimentica però che ha bisogno di una madre, piena d’amore. Sarà Madame Rosa, ovvero la madre adottiva di Momò in La vita davanti a sé[3], e farà della cantina il luogo della libertà per eccellenza, il nascondiglio – in altre parole, l’inconscio.
Ajar è lo pseudonimo con cui R. Gary è riuscito nella prodezza di ingannare il mondo dei critici letterari per vincere una seconda volta il famoso premio Goncourt. Ajar non è mai stato, ma esiste. Egli è il risultato di un soggetto-camaleonte, sempre pronto a sfuggire all’identità che gli avrebbero potuto assegnare. Quanto ad Abraham, mentre si vede in lui la figura del patriarca, D. Horvilleur ci rammenta che egli è, al contrario, un uomo che è fuggito da casa sua e da suo padre, e che è stato raggiunto dall’amore di migliaia di persone pronte a riconoscersi in lui. « Abramo ha insegnato al mondo che bisognava poter rompere con la filiazione e milioni di persone, nel suo nome, si rifiutano di fare altrettanto. »[4]
La critica del patriarcato non costituirebbe, ancora una volta, l’occasione di mettere di nuovo un Padre (come Abramo) al comando per poter rimanere i figli di Dio, della Scienza o della Natura ?
Questo numero di Nobodaddy (figura del padre della gelosia in un poema di William Blake[5]) vi proporrà di scoprire, attraverso la lettura del testo di Bruno de Halleux, come le famiglie hanno dovuto profondamente reinventarsi nel xxi secolo, e come si situano i soggetti in questa trasformazione. Il secondo testo vi invita a entrare in un altro fenomeno di questo inizio secolo, il discorso woke, il quale tende a imporsi come discorso del padrone, la cui ferocia non è di certo minore di altri discorsi prevalsi in precedenza. In tutti i casi, la questione è quella di sapere dove lo psicoanalista può posizionarsi in questa mutazione dei rapporti sociali.
Traduzione : Massimo Grassano
Revisione : Laura Pacati
Immagine: @Nathalie Crame
[1] Horvilleur D., Il n’y a pas de Ajar. Monologue contre l’identité, Paris, Grasset, 2022.
[2] Ibid., p. 16, traduzione libera del traduttore.
[3] Gary R., La vita davanti a sé, Milano, Neri Pozza, 2009.
[4] Horvilleur D., Il n’y a pas de Ajar., op. cit., p. 45, traduzione libera del traduttore.
[5] Blake W., To Nobodaddy – A Babbonemo, in Ungaretti G., Visioni di William Blake, Milano, Mondadori Libri S.p.A., 2020, p. 65.

